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PORTA NUOVA

 
Porta Nuova

Posta nel luogo dove sorgeva la precedente, viene ricostruita nel 1790 su progetto dell'ingegnere Meo, con il contributo di alcuni notabili cittadini lilibetani e principalmente con quello del Vicerè D. Francesco d'Aquino, Principe di Caramanico. La primigenia porta, in legno, opera del falegname Gaspare Paci, abbattuta perché pericolante nel XVIII secolo, faceva parte del sistema difensivo della città con mura e bastioni, ed era munita di alcune camere superiori alle quali si accedeva per mezzo di due scale esterne poste ai lati dell'ingresso. L'esigenza di concludere in modo monumentale la via principale nonché di dare un'immagine prestigiosa all'esterno della città hanno fortemente motivato l'opera di ricostruzione della nuova porta nello stesso luogo della precedente. Quella attuale, ad un solo fornice, richiama l'idea dell'arco trionfale romano. Essenziale e sobria nella struttura, Porta Nuova ha l'austerità di tipo classicistico-cinquecentesco; la facciata esterna rivolta a sud-ovest è divisa in tre settori da lunghe lesene poste su alti plinti; il corpo centrale è occupato dal fornice ed i laterali da nicchie per statue. Il corpo di fabbrica si conclude con un finto piano attico definito da un frontone di gusto barocco dalle linee mosse e ondulate. (COD. SPI 009)

Numero tappa 12

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