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CHIESA MADRE

 
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Chiesa Madre


La chiesa inglobata in un grande isolato, i cui versanti settentrionale ed orientale sono a picco sul mare, ricade all'interno del nucleo cinquecentesco della città. La facciata principale prospetta su Piazza Matrice. Sorta intorno alla prima metà del secolo XV, ingrandita alla fine del secolo XVI per volontà del principe Moncada, la Chiesa Madre è ricostruita fin dalle fondamenta nel 1726 a spese del principe B. Naselli, Signore di Castellammare, su progetto dell'architetto frate G. Mariani realizzato dal maestro palermitano Carlo Bruno. La chiesa, nel suo stile semplice e lineare, è aperta al culto nel 1736. Negli anni successivi viene rifinita ed abbellita, e i pilastri e le absidi minori vengono rivestiti con marmi pregiati. Nel 1735 i Giurati autorizzano la costruzione della Cappella della Madonna del Lume; nel 1737 viene costruito e decorato l'altare di S. Gaetano; nel 1755 l'Arciprete Sacco fa costruire l'altare di S. Vincenzo. Gli stucchi e le decorazioni, suggeriti nel 1750 dall'Arciprete Randazzo, indicano uno stile barocco delicato e sobrio; gli affreschi sono realizzati, intorno al 1767, da G. Tresca e dal suo allievo G. Velasquez. Tra il 1950 e il 1955 viene edificato un grosso muraglione a sostegno della struttura  nonché una cantoria sopra l'ingresso principale. Successivamente vengono eseguiti interventi di restauro agli stucchi e alle pareti delle navate laterali e del presbiterio modificandone in parte il disegno settecentesco originario. L'arciprete Mons. Salvatore Romano, alla fine degli anni '80, recupera con l'intervento di validi restauratori parte degli affreschi di D. La Bruna presenti nella chiesetta di Inici e dopo il restauro li colloca in Matrice: due, quello di S. Ciro e S. Stanislao sono nelle navate laterali, quello di Maria SS. della Lettera in sacrestia, quelli di S. Luigi, S. Lucia, S. Agata, S. Agrippina nell'ufficio parrocchiale.

(COD. SPI 009)

Numero tappa 3

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