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CASTELLO DEI CONTI DI MODICA

 
  • Castello dei Conti di Modica
  • CASTELLO DEI CONTI DI MODICA - Corte ingresso
  • CASTELLO DEI CONTI DI MODICA - Corte ingresso - bifora
  • CASTELLO DEI CONTI DI MODICA
  • CASTELLO DEI CONTI DI MODICA -Torre Maestra
  • CASTELLO DEI CONTI DI MODICA -trifora
  • CASTELLO DEI CONTI DI MODICA - interno
  • CASTELLO DEI CONTI DI MODICA
CASTELLO DEI CONTI DI MODICA

Originariamente costruito all'estremità di un'ampia area pianeggiante e sovrastante il borgo di S. Vito, primo insediamento alcamese, e visivamente collegato sia con il Castello di Calatubo che con la fortificazione sul monte Bonifato, si affaccia a nord sulla grande Piazza della Repubblica, mentre il lato est è incluso in un isolato, di cui una parte è di recente costruzione. La sua edificazione avviene sotto i feudatari Enrico e Federico Chiaramonte intorno al 1350, periodo in cui in Sicilia si inaspriscono le lotte feudali per la debolezza del potere regio, regolarmente minacciato dagli Angioini che si stabiliscono in molte zone costiere, e dai feudatari che reclamano alcuni diritti regali: infatti la baronia di Alcamo è contesa dai Ventimiglia, dai Peralta e dai Chiaramonte, i quali, dopo la morte di Federico III d'Aragona avvenuta nel 1337, approfittando dei conflitti tra la fazione Catalana e quella Latina, s'impossessano della signoria di Alcamo e vi costruiscono il castello a difesa del territorio vicino e soprattutto del "Carricatore del Vallone", porto naturale, controllando in tal modo il commercio del frumento, principale fonte di ricchezza del territorio. Nel 1359 Federico IV batte la fazione Latina e conquista Alcamo, Salemi, Castellammare e Calatubo, e il possesso di Alcamo passa a Francesco II Ventimiglia, Vicario del Regno, chiamato dagli alcamesi Guarnerio. Nel 1392, in occasione della ribellione ad Enrico Ventimiglia, gli Alcamesi assaltano il castello; verosimilmente da quell'epoca iniziano gli innumerevoli rifacimenti determinati da eventi bellici e successivamente dall'esigenza di adeguamento del Castello a nuove funzioni, come testimoniano alcuni atti notarili. Tra il 1583 ed il 1689 sono soggetti a riparazione porte, tetti, strutture murarie nonché la Torre. Il Castello viene destinato prima a caserma e dopo, nel 1870 per quasi novant'anni, a carcere mandamentale. L'intera costruzione, romboidale con cortile interno, è realizzata in muratura a piccoli conci non regolari, mentre i cantonali delle quattro torri e gli spigoli delle aperture sono in pietra. Uno stemma marmoreo con l'emblema della città di Alcamo, murato nella torre circolare di sud-ovest, quattro finestre bifore e due trifore presenti nel prospetto nord, costituiscono rilevanti elementi di decorazione esterna ancora visibili. Lo scalone d'onore del castello è in marmo rosso proveniente dalle cave del Monte Bonifato.

Localita' Alcamo
Numero tappa 8

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